Emozioni, numeri e programmi del più giovane candidato-presidente d’Italia
Matteo Ricci, per una provincia che resiste, cambia e non ha paura
PESARO. È reduce da un lungo “Viaggio” che, in oltre 50 tappe diurne e notturne più un itinerario speciale dedicato ai valori della Resistenza, lo ha portato in sei mesi a incontrare circa 23.000 persone e visitare 522 aziende. E non è finita, la maratona continua a passo spedito fino al 6-7 giugno. Matteo Ricci, 34 anni, il segretario provinciale del Pd candidato alla presidenza della Provincia di Pesaro Urbino, è stato protagonista di un itinerario di ascolto e incontro con cittadini e imprese che parla di senso di appartenenza, tratti identitari del territorio, quell’“Orgogliosi di vivere qui” che è il messaggio iniziale della campagna.
Un Viaggio straordinario, lo ha ribattezzato così… Quali sono i numeri e le emozioni della sua campagna di ascolto?
«Dal 6 novembre, insieme a circa 200 giovani volontari, ho visitato comuni grandi e piccoli della provincia a bordo di una Multipla a metano targata “Niente paura”. Nei 24.500 chilometri percorsi ho incrociato tanti volti, ma soprattutto ho stretto tante mani. Spesso erano mani gonfie, ruvide, mani segnate dalla fatica e dal sacrificio, mani che si sono fatte valere. In tutto 935 incontri e iniziative pubbliche che mi hanno fatto riscoprire la gente della mia provincia, gente che lavora con passione e sacrificio e vuole che il territorio offra sempre maggiori opportunità a chi ci vive. Forte è stata l’emozione ascoltando le parole di titolari e operai che stanno tenendo duro in questi momenti difficili di crisi economica. E insieme alle attività produttive, ci sono state le associazioni di volontariato, un tessuto molto ricco che è la fibra vitale di paesi e città, dal sociale, allo sport, fino alle attività ricreative».
Una provincia che resiste, dunque, quella di Pesaro Urbino…
«La nostra preoccupazione più grande - sottolinea Matteo Ricci - è la ricaduta sociale della crisi economica. Occorre innanzitutto “resistere” sostenendo i lavoratori in cassa integrazione e in mobilità e i tanti precari che stanno perdendo il posto di lavoro. È necessario aiutare le piccole imprese nei confronti delle banche, spendere più velocemente possibile le pur scarse risorse pubbliche per realizzare opere infrastrutturali e di manutenzione della rete viaria e degli edifici pubblici, continuare a semplificare e “sburocratizzare” la pubblica amministrazione e orientare meglio i fondi europei per la formazione professionale e il lavoro».
Ma è anche una provincia che cambia e innova…
«La parola d’ordine è proprio “innovazione”, soprattutto nei settori che possono fare crescere le nostre realtà economiche e sociali. Nelle aree interne il turismo culturale, ambientale e didattico ha ampi margini di crescita e la città di Urbino può diventare la chiave di volta per promuovere l’intero territorio. E poi ci sono le energie rinnovabili che rappresentano non solo una scelta ecologica, ma anche produttiva. Intendiamo puntare proprio su questo settore per gettare le basi di una “rivoluzione verde”, una “green society” che, attraverso consorzi pubblici e privati, investa risorse. Tanto per fare un esempio, per installare pannelli solari sui circa 600 ettari di tetti dei capannoni delle fabbriche. Un potenziale di 250 mega watt di energia rinnovabile. Altro tema forte del programma è la sicurezza. No alle ronde, servono al contrario maggiori risorse per le forze dell’ordine. Ma l’impegno a mio avviso deve partire da una lotta preventiva alla criminalità organizzata. Mai abbassare la guardia. E quando parlo di mafie non penso a Napoli, ma a Rimini. L’emergenza non è poi così lontana».
Se sarà eletto diventerà il presidente di Provincia più giovane d’Italia, è per questo che va ripetendo “Niente paura”?
«Quando è partita la campagna elettorale si è pensato a un messaggio forte e incisivo. “Niente paura”, appunto. Le ragioni sono in sostanza due. La prima è che noi non vinceremo le elezioni soffiando sulle paure della gente ma, umilmente, mettendo in campo progetti in grado di suscitare nuove speranze. Secondo motivo: mi sono chiesto che cosa si dissero i giovani che decisero di stare dalla parte della libertà e della democrazia durante il fascismo e l’occupazione nazista. “Niente paura”. Oppure ho provato a immaginare i miei nonni che, come tanti altri lavoratori del tempo, nel dopoguerra emigrarono in Belgio per lavorare in miniera, o più tardi in Germania e in Svizzera come operai e manovali. Con quali parole salutarono le famiglie, le mogli, i figli? “Niente paura”. Che cosa si dissero operai e artigiani che negli anni ‘60 si misero in proprio, rischiando sulla loro impresa, creando lavoro e ricchezza non solo per la famiglia ma per il territorio nel quale vivevano, fino a diventare motore di una nuova economia che ancora regge la nostra provincia? “Niente paura”. Oggi, ancora una volta, è il momento del coraggio, è il momento di rimboccarsi le maniche e mettersi al servizio della comunità. Non l’ottimismo sciocco di chi invita al consumo quando non si arriva alla fine del mese, ma la determinazione e la caparbietà di chi è convinto che insieme ce la si possa fare. Insieme ce la faremo».
Per informazioni: tel. 0721 3841
Scarica il Programma Elettorale
ufficio stampa milena bonaparte
ufficiostampa@pdpesaro.it - 335 7059199
www.matteoricci.org
www.pdpesarourbino.it
|